Pathfinder è nato nel 2009 da una costola di D&D 3.5, ma la seconda edizione è un gioco con un’identità tutta sua. Chi cerca un fantasy classico prima o poi si trova davanti alla stessa domanda: quale scelgo?
Il turno a tre azioni
In Pathfinder 2e ogni turno hai tre azioni da spendere come vuoi: muoverti, colpire, alzare lo scudo, lanciare un incantesimo che di solito ne costa due. Attaccare più volte nello stesso turno comporta una penalità crescente. Il risultato è un combattimento molto tattico, dove la posizione e il gioco di squadra contano tantissimo.
In D&D 5e il turno è diviso in movimento, azione, azione bonus e reazione: più semplice da imparare, meno flessibile.
Quattro gradi di successo
In Pathfinder superare la CD di 10 o più è un successo critico, mancarla di 10 o più un fallimento critico. Ogni bonus conta, perché può trasformare un successo in un critico. In D&D il critico arriva solo con il 20 naturale sul tiro per colpire.
Creazione del personaggio
Pathfinder costruisce il personaggio con ascendenza, background e classe, e a ogni livello sceglie talenti da più liste. È un paradiso per chi ama ottimizzare. D&D 5e offre meno scelte, più veloci da fare, e lascia più spazio all’improvvisazione.
Licenza e materiale
Con la versione Remaster del 2023 Paizo ha abbandonato la licenza OGL per la licenza aperta ORC. Le regole base di Pathfinder sono consultabili gratuitamente online.
Quale scegliere
- D&D 5e se il gruppo è nuovo, se volete più narrazione e meno regole, o se cercate più materiale e più giocatori.
- Pathfinder 2e se amate la tattica, volete un master con strumenti di bilanciamento precisi e vi piace costruire il personaggio nel dettaglio.
Trovi una scheda su entrambi nelle pagine Pathfinder e Dungeons & Dragons. Entrambi hanno sistemi ufficiali su Foundry VTT.
Fonti
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